Paolo Giordano conquista la LXII edizione del Premio Strega

Nella splendida cornice del Ninfeo di Villa Giulia il giovanissimo fisico romanziere vince il prestigioso premio letterario con La solitudine dei numeri primi

 

logo premio strega.jpgRoma, 4 luglio 2008 – La serata finale della LXII edizione del “Premio Strega” al Ninfeo di Villa Giulia ha visto confermare il risultato atteso dalla vigilia: la vittoria de La solitudine dei numeri primi (Mondadori) dell’esordiente Paolo Giordano. In un clima torrido e umido, quale è quello di queste nottate romane, i 400 “Amici della Domenica”, il corpo elettorale del Premio, uomini e donne di cultura che ricordano i pionieri del 1944, allora riuniti in casa di Maria e Goffredo Bellonci, hanno proceduto alla seconda e definitiva votazione. Senza molti colpi di scena in effetti. Era noto dall’esito della prima votazione del 19 giugno che la competizione riguardava essenzialmente il libro di Paolo Giordano, in pole-position, e l’addio a Napoli di Ermanno Rea, Napoli ferrovia (Rizzoli). Gli altri tre finalisti, Diego De Silva con Non avevo capito niente (Einaudi), Cristina Comencini con L’illusione del bene (Feltrinelli) e Lidia Ravera con Le seduzioni dell’inverno (Nottetempo), si era capito che non avevano molte chances. Ma anche la gara a due non è durata a lungo: dopo un primo scrutinio a favore di Rea, tutti i successivi spogli, guidati dal presidente di seggio, che è tradizionalmente il vincitore dell’edizione precedente del Premio, quest’anno Niccolò Ammaniti, hanno confermato la predilezione dei giurati per Giordano (163 voti), nonostante gli ottimi risultati raggiunti comunque dallo stesso Rea.

Il giovane romanziere venticinquenne, laureato in Fisica teorica e titolare di una borsa di dottorato di ricerca, ha evidentemente conquistato gli “Amici della Domenica” con un libro capace di affrontare (e dominare) il pathos della pena personale dei due protagonisti, Alice e Mattia, senza eccessi e con rigore. Forse la formazione matematico-scientifica ha aiutato Giordano a saper coniugare “anima” ed “esattezza”, come ha commentato uno dei “presentatori” del volume, Franco Marcoaldi, e come ha riconosciuto lo stesso vincitore al PAOLO_GIORDANO_Strega_2008.jpgmicrofono di Livia Azzariti. Grande emozione naturalmente per l’esordiente al momento della proclamazione, sostenuto e accompagnato da tutta la famiglia (padre, madre e sorella), ma anche grande naturalezza e spontaneità: una ventata di giovanile freschezza nell’afa di luglio. Un po’ di delusione invece si è percepita nel “partito” degli intellettuali pro-Rea, che fino all’ultimo ha tifato per il più maturo scrittore e forse sperava si concentrasse l’attenzione sull’ambiente sociale e culturale di Napoli. Come sempre in occasione della tappa finale dello Strega, grande la partecipazione di autorità e personalità di cultura e di spettacolo: corteggiatissimo dalla stampa il Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi, molto discreto e lontano dai riflettori il Sindaco di Roma Gianni Alemanno,  brillanti di luce propria le attrici Pamela Villoresi ed Eleonora Brigliadori, onorato da tutti il regista e sceneggiatore Carlo Lizzani, sorridente la giornalista Lucia Annunziata; a rappresentare buona parte del gotha degli intellettuali italiani Renato Minore, Alberto Bevilacqua, Giordano Bruno Guerri, Marco Erler, il Soprintendente speciale per il Polo Museale Romano Claudio Strinati, il Presidente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Bruno Cagli, il Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “La Sapienza” Guido Pescosolido, lo storico Rosario Villari, gli italianisti Walter Pedullà e Gianfranco Crupi, il latinista Bruno Luiselli e molti altri. Ad accogliere tutti, in qualità di padrone di casa, il neo-Direttore della Fondazione Bellonci e Presidente del Comitato Scientifico Tullio De Mauro.

C’è da sperare che manifestazioni come questa, capaci di collegare cultura e impresa (la benemerita azienda Strega Alberti Benevento, produttrice del liquore Strega), di premiare la passione e la fatica di una generazione in difficoltà, quale quella dei ventenni-trentenni di oggi, di promuovere la letteratura in un mondo così tendente all’asettica superficialità, non si riducano, anche nella sensibilità dei partecipanti, ad un semplice evento mondano ma producano stimolo e coraggio per diffondere profondità e riflessione in tutti gli ambiti. Vivere con consapevolezza è vivere meglio.

 

Luca Bruzzese


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