L’amore laicamente celebrato a Ponte Milvio

Manifestazione del Partito Umanista a favore delle coppie di fatto e delle coppie omosessuali

 

Roma, 15 febbraio 2008 – Nel giorno di San Valentino singolare manifestazione del Partito Umanista a organizzatori-striscione- manifestazione 14febbraio08 ponte milvio-sposati con chi vuoi.jpgPonte Milvio. Luogo storico legato a vicende epiche, l’antico ponte romano, ma oggi assurto a simbolo dell’amore a causa di film e romanzi generazionali.  Il Partito Umanista ha sempre avuto, come linee guida della propria azione politica, il problema della responsabilità degli eletti verso gli elettori, e soprattutto la difesa dei diritti fondamentali dell’uomo. Tra questi diritti ha voluto ieri sottolineare il diritto di ogni cittadino a sposarsi con la persona amata, anche se dello stesso sesso, nonché il diritto delle coppie di fatto ad essere riconosciute dallo Stato. Perciò ha dato appuntamento alle 15 del giorno di San Valentino a Ponte Milvio per la Giornata della libera celebrazione del matrimonio, dando la possibilità a coppie di ogni tipo di poter contrarre un matrimonio simbolico. Durante le cerimonie è stata ammessa “l’importanza della legalità del vincolo”, mettendo però in risalto l’aspetto sentimentale dell’unione, ovvero il “senso spirituale ed emozionale” dato alla simbolica unione. Il matrimonio è stato “messo nelle mani degli stessi sposi”: i celebranti hanno dichiarato di “non sposare”, dando la possibilità ai contraenti di realizzare scambio_fedi-manifestazione sposati con chi vuoi.jpgl’unione “secondo il loro proprio sentire”.  Lorenzo Palumbo, segretario romano del Partito, ha voluto sottolineare l’aspetto della “libertà spirituale”, ovvero che “ogni essere umano non ha bisogno di un’autorità morale per sancire un sentimento nei confronti di un altro essere umano”, tutto ciò indipendentemente dall’”aspetto civile”. Chiara Franceschini, una delle portavoce del partito, ha ricordato che oggi guardiamo al passato quasi increduli nel constatare come un tempo le donne non fossero titolari di alcun diritto di voto, e si è augurata che il riconoscimento dei diritti di ogni coppia possa compiere lo stesso percorso. Le coppie che hanno deciso di unirsi simbolicamente sono state dieci, delle quali soltanto due omosessuali (una maschile e una femminile), e quando alla fine è stata posta loro la domanda sul significato che avrebbero attribuito al gesto, hanno sempre risposto in termini di “simbolo” o di “prova d’amore”, parlando di “occasione per ribadire continuamente i sentimenti” o di “qualcosa di simbolico per testimoniare qualcosa di assolutamente vero”. Gli organizzatori dell’iniziativa si sono detti molto soddisfatti per l’esito, auspicando la possibilità di dare un seguito alla manifestazione, valutando la possibilità di proporla anche una volta al mese e di proporla anche in altre città.

Giorgio Aprile


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