Rifiuti, pozzanghere e zanzare, il campo nomadi di via Morselli. Ma la CRI lancia un messaggio di speranza

Mercoledì 23 luglio, nell’ambito del censimento dei campi nomadi a Roma, la Croce Rossa Italiana ha visitato il piccolo insediamento alla Magliana

 

il censimento della Croce Rossa nel campo nomadi di via Morselli a Roma - 230708.jpgRoma, 24 luglio 2008 - Per arrivare si deve prima costeggiare, pericolosamente, una ferrovia, poi inoltrarsi tra piante e cespugli attraverso sentieri scivolosi e infine si giunge a destinazione. Il campo nomadi abusivo di via Morselli, zona Magliana, è stato il terzo ad essere visitato, il 23 luglio, dai volontari della Croce Rossa Italiana per il censimento iniziato lunedì 21 e che andrà avanti, tutti i giorni, fino a metà settembre. Sotto un ponte e circondate dai rifiuti, otto tende ospitano circa 16 persone. Ad accoglierci ieri, però, erano meno della metà: tutte donne tranne due bambini e due uomini. Uno di questi ultimi, il più anziano, è stato picchiato proprio un anno fa, a Villa Bonelli, da due giovani italiani, con i quali ora è in corso una causa. A raccontarcelo è la moglie del vecchio rom, che ci mostra i referti ospedalieri nei quali si parla di frattura del naso e trauma cranico, mentre il marito annuisce seduto sotto il suo telo. Il censimento è volontario, questo vuol dire che sono gli stessi rom a decidere se sottoporsi o meno alle domande degli operatori della Croce Rossa. «Quello che viene loro chiesto – ha spiegato Paola Mazzocchi, referente per la comunicazione del comitato provinciale di Roma della CRI – riguarda la situazione del nucleo familiare e quella sanitaria: vaccinazioni, malattie avute etc...». «Molti di questi campi - ha concluso la Mazzocchi - sono poco o per nulla coperti da un punto di vista sanitario». Un problema importante questo che si ritrova anche a via Morselli, dove non c’è nemmeno campo nomadi di via Morselli - zona Magliana - Roma -b.jpgl’ombra di servizi igienici e dove si cerca  di camminare tra pozze d’acqua che sono il regno di zanzare e altri insetti. Appoggiata a un tavolino, unico mobile presente nel campo, una giovane donna incinta racconta alla volontaria qualcosa di sé, sotto gli occhi curiosi di due bambini che osservano il grande movimento intorno a loro. È proprio ai più piccoli che si cerca di dedicare maggiore attenzione: «il 90% dei bambini sotto i sei anni – ha detto il professor Ferdinando Aiuti, presidente della commissione salute del Comune capitolino – non ha nessun tipo di vaccinazione. E non è vero che le mamme non vogliono fargliele fare, preferirebbero solo che i medici andassero nei campi a somministrare i vaccini». La situazione dei piccoli che crescono tra tende e roulotte non è disperata, ha spiegato ancora Aiuti «non sono malnutriti o in stato di deperimento organico». Presenti a via Morselli anche il presidente nazionale della Croce Rossa, Massimo Barra, che ha parlato della necessità di intervenire, per spostare i rom che vivono in situazioni «da bidonville brasiliana» in campi attrezzati e dignitosi, e Fernando Capuano, presidente provinciale della CRI. A tutti coloro che si sottopongono al censimento, la Croce Rossa rilascia un tesserino personale, utile per usufruire dell’assistenza sanitaria. «Maggiori aiuti si potranno dare – ha concluso Capuano – grazie alla collaborazione con le Asl e il Comune». Piccoli passi, uno dietro l’altro, per fare a ritroso quella strada vicino alla ferrovia e segnare una nuova via.

 

Ilaria Sarra


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