Ultime ore di Bush in una Roma blindatissima
Dopo gli incontri di ieri con i vertici istituzionali, nella mattinata di oggi il colloquio con Benedetto XVI
Roma, 13 giugno 2008 – Da questo pomeriggio Roma tornerà ad essere una città libera. Da quando cioè i due Air Force One decolleranno dalla pista dell’aeroporto di Ciampino alla volta prima di Parigi
ed infine di Londra: le successive tappe dell’ultimo tour europeo di George W. Bush da Presidente degli Stati Uniti d’America. Dopo il vertice Usa – Ue in Slovenia e la cena a Meseberg con la Cancelliera Angela Merkel, il Capo della Casa Bianca è arrivato mercoledì pomeriggio in una Roma in stato d’emergenza, con misure di sicurezza straordinarie: 8mila uomini delle forze dell’ordine, spazio aereo chiuso ai voli commerciali, pattuglie antisabotaggio, cecchini nascosti nei palazzi e controlli serrati presso tutti gli obiettivi sensibili americani. Due i momenti clou della giornata di ieri: gli incontri con i vertici istituzionali italiani. Nella tarda mattinata Bush ha infatti incontrato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha dato il benvenuto al Presidente americano sottolineando il clima di rinnovata serenità nel Paese rispetto alla visita nel 2006: “caro presidente – ha detto il Capo dello Stato - lei arriva in un’Italia diversa che ha un nuovo clima costruttivo”. Dopo il colloquio di una quarantina di minuti e il pranzo al Quirinale a base cavatelli alla verdura, lombata di vitella, melanzane alla parmigiana, millefoglie e spumante Ferrari, Bush si è diretto a Villa Madama dove ad attenderlo c’era un felicissimo Silvio Berlusconi. “Bush è un amico mio personale e un grande amico dell'Italia ed ha dato a Roma il privilegio di essere la capitale europea dove è venuto più volte: ci ha onorato sei volte della sua presenza. Il sentimento che permane, sia per quanto riguarda me che gli italiani è quello della
riconoscenza verso un Paese che ha sacrificato molte vite per la difesa della libertà e della democrazia”. Queste le parole del Presidente del Consiglio rivolto all’amico americano, prima di affrontare la questione iraniana. Nella conferenza stampa rilasciata a Villa Madama dopo l’incontro con il presidente Usa il Premier ha dichiarato di essere “in piena sintonia” con l’amico americano. Riguardo al possibile ingresso dell’Italia nel 5+1 (il gruppo dei negoziatori sul programma nucleare iraniano) Berlusconi ha dichiarato: “Abbiamo offerto la nostra disponibilità ad aggiungerci agli altri Paesi europei, oltre a Cina, Russia e Usa, nelle trattative con il governo iraniano perché conosciamo l'Iran dall'interno. Molte nostre importanti aziende operano lì da diversi anni e pensiamo di poter essere utili a portare avanti la politica che Bush e Putin hanno individuato per quel Paese. Ma dobbiamo essere certi della volontà di andare verso un uso soltanto pacifico del nucleare”. Prima di volare a Parigi da Nicolas Sarkozy, il capo della Casa Bianca incontrerà nella mattinata di oggi in Vaticano Papa Ratzinger. Il conto alla rovescia è dunque iniziato. Tra poche ore tutto tornerà alla normalità: saranno ripristinate le linee degli autobus deviate, così come le stazioni dei taxi. Si potrà tornare a parcheggiare tranquillamente per via Veneto (dove si trova la sede dell’ambasciata Usa) e nei pressi di Villa Taverna (residenza dell’ambasciatore americano). I sigilli dai tombini verranno tolti e i cestini dei rifiuti torneranno al loro posto. Si potrà tornare a passeggiare serenamente per le vie del centro, senza avere la sensazione di essere spiati da qualche cecchino.
Flavia Mondello