Da un campo all’altro (abusivo). Il nomadismo nelle periferie romane

In zona Laurentina, uno dei numerosi insediamenti abusivi di famiglie rom. Provenienti da un campo autorizzato di Castel Romano sostano ora davanti alla Motorizzazione. E sono numerosi i casi simili

 

Roma, 7 novembre 2008 – “Al termine del censimento nomadi rimarranno solo campi autorizzati”. Queste le parole del sindaco Gianni Alemanno il 13 ottobre scorso, ovvero a soli due giorni dalla data limite del censimento dei nomadi della capitale. Una promessa in parte mantenuta, in parte no. I numeri parlano chiaro: 7mila rom censiti in poco più di due mesi. Nuovi numeri che confermano quelli vecchi. Quelli stimati nel 2006 dal Comune durante la giunta Veltroni, quando si contò la presenza di 7mila nomadi, 6500 regolari e altri 500 clandestini. Il numero di rom è dunque rimasto immutato, ben lontano dall’assedio dei 20mila annunciato dal centrodestra durante la campagna elettorale dello scorso aprile. Questi numeri rincuorano un po’, ma la situazione, al momento, rimane ancora piuttosto delicata. La periferia romana è  ancora piena di baraccopoli e piccoli agglomerati abusivi di roulotte. Insediamenti che nella maggior parte delle volte si creano nell’arco di pochissime ore insediamento abusivo a via Boccabelli - Roma zona Laurentina.jpge che necessitano al contrario di mesi (se non anni), per essere smantellati. È il caso del campo di Via Boccabelli, in zona Laurentina (Roma Sud). Da qualche mese, infatti, una decina di famiglie si è spostata dal campo autorizzato di Castel Romano, occupando una piccola zona davanti alla Motorizzazione Civile e ad un centro commerciale. Immediata la protesta dei cittadini della zona che, dopo essere riusciti, alcuni anni fa, ad ottenere lo sgombero di un altro campo rom, si ritrovano al punto di partenza. Per il momento, a poco sembrano servire petizioni, raccolte firme e proteste da parte dei comitati del quartiere. Il prefetto Carlo Mosca si è detto intenzionato a spostare nuovamente i rom nel campo legale di Castel Romano anche se, purtroppo, sembra che la situazione non possa risolversi a breve. Di umore totalmente opposto sono invece i cittadini del quartiere di Primavalle; la settimana scorsa nel giro di poche ore gli agenti di polizia hanno sgombrato 6 campi non autorizzati, controllato 13 immigrati e reso alcune baracche inservibili. A differenza del campo di Via Boccabelli dunque, sono molti i campi non regolari che ogni settimana vengono controllati e sgomberati dalla polizia. Ad oggi nella Capitale si contano una cinquantina di campi rom, di cui 18 non autorizzati. Un problema non di massima urgenza. Ad oggi infatti, l’attenzione di Alemanno e del prefetto Mosca è rivolta soprattutto verso i campi legali. “Servono le risorse da parte del governo - ha spiegato alcuni giorni fa Carlo Mosca - perché con le sole parole si può costruire molto poco. Dobbiamo garantire migliori condizioni di vita a chi vive negli insediamenti autorizzati e a coloro che vi saranno trasferiti da quelli abusivi”. Terminato il censimento dei campi, il 15 ottobre scorso, il problema principale è ora quello di garantire ai rom di vivere in condizioni sanitarie e igieniche ottimali. “Nell'immediato dobbiamo garantire migliori condizioni di abitabilità portando luce e acqua ed eliminando i rifiuti accumulati negli insediamenti”, ha dichiarato il prefetto di Roma in una conferenza stampa di alcuni giorni fa, sostenendo che è fondamentale, prima di trasferire i rom dai campi illegali a quelli legali, rendere questi ultimi il più possibile abitabili. Il secondo passo poi, sarebbe quello di istruire i rom più giovani attraverso dei “corsi di formazione, scolarizzazione e programmi di vaccinazione da portare avanti in sinergia con gli altri enti locali”, ha dichiarato lo stesso Mosca. Un programma dunque, in linea con quello proposto fino ad ora dal Governo. “L'obiettivo è passare dai campi nomadi autorizzati o tollerati alla struttura del “villaggio attrezzato”, cioè in regola con le norme igienico-sanitarie, con prestazioni e servizi”; è quello che affermato pochi giorni fa durante una conferenza stampa al Viminale il Ministro degli Interni Maroni che, dichiarandosi apertamente soddisfatto del lavoro compiuto fino ad ora, ha aggiunto che tra Milano, Roma e Napoli in pochi mesi sono stati individuati e censiti oltre 12mila nomadi. Un risultato importante ma non definitivo. Maroni ha assicurato infatti che entro il prossimo giugno si riusciranno ad eliminare tutte le aree di sosta non autorizzate. Non resta che aspettare.

 

Flavia Mondello

flaviamondello@lungotevere.net 


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