Torna il maestro unico, preoccupate le mamme
Approvata la Riforma Gelmini da settembre in classe con solo un insegnante, cosa ne pensano mamme e maestre delle scuole romane?
Roma, 16 novembre 2008 - Il maestro unico per più di un secolo, ed esattamente dalla “Legge Casati” dell’unità d’Italia (1859) alla legge dei moduli nel 1990, è stata la figura protagonista della scuola italiana. Dal prossimo anno accademico, esattamente dal settembre 2009, il maestro unico, dopo tanti anni d’assenza torna in classe. “E’ un punto di riferimento, i bambini hanno bisogno di una figura centrale nella loro educazione scolastica. La riforma, sotto questo aspetto, può solo portare buoni risultati. Un unico insegnante può seguire i bambini in maniera più organica e coerente”. Questa l’opinione di un insegnante della scuola elementare “Alcide De Gasperi” (IV Municipio). Non la pensa così una mamma, che all’uscita da scuola aspetta la sua bambina di otto anni: “ Mia figlia ha
due validissime insegnanti, che stanno seguendo insieme lo stesso percorso formativo da ben tre anni, per portare i bambini con un’ottima preparazione alla scuola secondaria. Adesso che il decreto è divenuto legge e verrà applicato, una di queste due splendide insegnanti sarà allontanata dalla classe, provocando, non solo un trauma nei bambini, ma soprattutto interrompendo quella preparazione che, al fianco della sua collega, l’insegnante stava impartendo”. In realtà la definizione “maestro unico” è errata: il maestro unico del passato era l’unico docente della classe, poiché non era previsto l’insegnamento della lingua straniera. Ma adesso il maestro non sarà solo. La corretta definizione è “docente prevalente” che coprirà 19 ore delle 24 previste dal piano Gelmini, gli altri spazi saranno dedicati all’insegnamento dell’inglese e della religione da parte di altri insegnanti. Su molti giornali è stato scritto che il maestro unico costituirà un “duro colpo al tempo pieno” causando la riduzione dell’orario scolastico da 40 ore settimanali a solo 24 ore. “Quindici anni fa si è tanto insistito con la formula del tempo pieno, supportata dalla convinzione che potesse stimolare i bambini e migliorare il loro profilo formativo. E ora? Cosa è cambiato? I nostri bambini hanno bisogno di meno ore di lezione per imparare, sono divenuti più intelligenti di prima? Il problema è che la riforma è una finanziaria”. Così si esprime il Ministro dell’Istruzione del governo ombra, Mariapia Garavaglia. “La battaglia deve continuare. A gennaio, quando ci saranno le prescrizioni nelle scuole, i genitori devono far sentire la loro voce”. Il Ministro Gelmini ha più volte dichiarato che la riduzione del tempo pieno sarà solo una scelta nella più vasta articolazione del tempo scuola, che oltre al nuovo modello di 24 ore, prevede modelli di 27, 30 e 40 ore settimanali. Ma molti genitori sono scettici a riguardo. Così interviene una madre, davanti alla scuola elementare “Contardo Ferrini” (II Municipio): “Non credo sarà possibile tutta questa scelta per le famiglie, anche perché, qualora lo fosse, il Ministero dell’Istruzione si deve dare molto da fare per far quadrare il cerchio, cioè per dare la libertà di scelta alle famiglie, pur permettendo il rientro della spesa per l’istruzione. A meno che, non si creda che la maggior parte delle famiglie scelga il nuovo modello di 24 ore. In questo caso i bambini usciranno da scuola circa a mezzogiorno: e le madri diventeranno tutte casalinghe?”
Serena Santi
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