Cade un albero sulla Nomentana, tragedia sfiorata
Un fusto si abbatte all’altezza di Sant’Agnese rasentando un passante
Roma, 24 luglio 2008 - Erano circa le cinque e un quarto del pomeriggio di ieri, mercoledì 23, quando uno dei grossi platani disposti in fila lungo la via Nomentana si spezzava improvvisamente, quasi dalla base, precipitando al suolo. E’ stata una leggera raffica di vento ad essere sufficiente affinché il tronco si spezzasse di netto abbattendosi violentemente sull’asfalto del marciapiede. Il tutto accadeva in prossimità di Sant’Agnese, esattamente alle spalle del fontanone da cui sgorga l’Acqua Marcia. Per intenderci, provenendo da Porta Pia, sul lato destro della via Nomentana: il bar al civico 156 è rimasto per quasi un’ora con l’ingresso sbarrato dall’albero crollato, che per fortuna ha solamente appena sfiorato un cliente fermatosi là davanti a sorseggiare una bibita, che non ha riportato nessuna
conseguenza se non un grosso spavento. La corsia laterale della via, appena passato l’incrocio con via di Santa Costanza e viale XXI Aprile, è stata chiusa ed è rimasta interrotta sino alle 21.30, quando il contesto abituale è stato ripristinato. Nel frattempo, in una strada che in direzione Raccordo è già, di per sé, trafficata, il caos si è moltiplicato all’ennesima potenza. La polizia municipale ha presidiato la situazione, permettendo ai vigili del fuoco di intervenire: sono stati loro a riportare così, nel giro di qualche ora, la situazione alla normalità, riuscendo a rimuovere il tronco caduto attraverso una scomposizione in più parti. Sì è proprio trattato di una tragedia sfiorata, va detto. L’uomo fuori dal bar è stato lambito. E inoltre, viene da pensare che se l’albero fosse precipitato, anziché verso l’esterno, sulla corsia centrale della Nomentana, avrebbe travolto in pieno i veicoli transitanti, che in una strada consolare come questa non mancano mai. Oppure si poteva paventare l’ipotesi che l’albero cadesse qualche ora prima: e in tal caso di pedoni ne avrebbe travolti parecchi: sono in molti, tra mezzogiorno e le due e mezza, a fermarsi a mangiare un boccone proprio in quello spazio compreso tra il bar e la pizzeria. Ma è andata così, per fortuna è andata così. E in questo caso, per buona sorte, coi se non si fa la storia. Ma sarà comunque il caso di intervenire alla cura di alberi tanto belli quanto ornamento ad una via tutto traffico, quanto malati e quindi potenzialmente pericolosi. Insomma viva gli alberi, tutti d’accordo, senza dubbio, ma che siano sani. E come possono essere sani alberi potati per l’ultima volta nel 2002? La Nomentana ne è piena, e converrebbe provvedere prima che alla parola succeda qualcosa di grave. Come si dice, prevenire è meglio che curare. Mai vero come in questo caso.
Edoardo Bellafiore
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