Campo nomadi alla Magliana, lo sconcerto del Presidente della Croce Rossa Italiana
Barra: “Non è possibile che nel 2008 i cittadini vivano in queste condizioni. Sarà opportuno che le autorità si mobilitino”
Roma, 24 luglio 2008 - “All’arrivo in questo campo, sono rimasto emozionato. Devo dire che, nonostante i tanti anni di strada non avevo mai visto una cosa del genere. Neanche negli anni ’60, quando andavamo alla Torraccia…”. Questo il commento del Presidente della Cri, Barra, dopo aver visitato e potuto costatare con i propri occhi il preoccupante stato in cui versa il campo di Via Morselli, alla Magliana. Parole che fotografano ed evidenziano quello che è stato il sentore comune, di tutti i volontari e di chi ha preso parte alle operazioni di censimento, una volta arrivati nell’insediamento abusivo. Nel “toccare con mano” quello che, fino ad oggi, gran parte dei cittadini comuni e appartenenti al mondo delle istituzioni hanno da sempre considerato la realtà degli “invisibili”,
che si tratti di clochard o di nomadi, numerose sono state le domande e le perplessità emerse. “Non è possibile”, sostiene il Presidente Barra, “ che nel 2008 i cittadini vivano in queste condizioni. Sarà opportuno che le autorità si mobilitino. E’un problema di civiltà”. Sulla stessa lunghezza d’onda, l’intervento del Prof. Aiuti, membro della commissione salute presso il Comune di Roma: “Una situazione che i romani stessi non possono tollerare e non basta dire rimpatriamoli tutti visto che alcuni sono cittadini italiani regolari”. Inevitabile, a questo punto, il riferimento alle ultime querelle politiche seguite alla ferma presa di posizione da parte del governo sul tema immigrazione e regolamentazione dei flussi. Sulla questione è tornato Barra, sostenendo e chiedendo un aiuto da parte dell’autorità. Un aiuto che, precisa, “non deve risolversi in un provvedimento per cacciarli via…”. Ancora più esplicito e determinato, l’intervento del Prof. Aiuti: “un politico non può fare la politica stando dietro la scrivania. Invito il Ministro Maroni a venire nei campi nomadi per potersi rendere conto della situazione presente”. Un richiamo alla stretta attualità e al provvedimento di schedatura proposto dal Ministro dell’Interno che, oltre ad un collegamento diretto con tutte quelle voci che hanno fatto eco al tema discusso, suscitano riflessioni e discussioni su quanto realizzato finora in materia di politiche migratorie, partendo dalle più piccole realtà municipali per arrivare alle più alte cariche dello Stato. Questo censimento che ha avuto inizio lunedì scorso dalla Croce Rossa è un primo passo
avanti che, come evidenziato dal Presidente provinciale della CRI, Capuano, aiuterà a svelare quello che fino ad oggi è stato il “mondo degli invisibili”. “Il compito della Croce Rossa”, sostiene Capuano, “sarà quello di fare da tramite, da mediatrice tra le esigenze della collettività e le istituzioni. Fornire alle Asl, al Comune e al Prefetto i dati raccolti”.
“Si tratta”, afferma Barra, “di piccoli interventi, di bricolage umanitario. Meglio questo che il nulla”. Per il Prof. Aiuti, la linea politica che d’ora in poi si dovrà percorrere e attuare, riguarda la così detta “terza via”. “ Sono a favore di una soluzione che porti ad un compromesso, come auspicato da Alemanno, tra la rigidità del Ministro Maroni e il lassismo del precedente periodo”. Entrando nello specifico, il Presidente Barra, approva la proposta di realizzare campi che siano realmente attrezzati e mantenuti, viste le condizioni in cui versano la gran parte degli insediamenti rom, regolari e abusivi, indistintamente. A margine del suo intervento, tornando sulle modalità con le quali dovranno essere concepite le nuove strutture d’accoglienza, sostiene con decisione, una “presenza fissa della Croce Rossa come garante delle condizioni igienico sanitarie e come garante della presenza di un’autorità dello Stato”.
La parola, ora, ai fatti.
Mauro Battiston
maurobattiston@lungotevereweb.it